Il Centro di Riabilitazione Equestre del San Raffaele Viterbo ha celebrato un anniversario speciale: quarant'anni di assistenza, cura e inclusione che sono ormai punto di riferimento imprescindibile per la comunità nel trasformare la tecnica in relazione, il limite in linguaggio e la cura in possibilità. Un Centro capace di accompagnare bambini, ragazzi e adulti in percorsi di riabilitazione e crescita, aiutandoli a scoprire risorse, autonomie e possibilità spesso considerate irraggiungibili, costruendo un modello nel quale il cavallo è diventato molto più di uno strumento terapeutico.
La storia del Centro, nato a fine anni '80, nasce da una scelta controcorrente che ha ribaltato la prospettiva allora in voga: se i ragazzi facevano fatica a entrare nel mondo, sarebbe stato il mondo a entrare da loro. Aprì così il maneggio alla comunità Viterbese e, da quel momento, pazienti della struttura e giovani del territorio iniziarono a condividere lo stesso spazio, gli stessi cavalli, gli stessi esercizi, le stesse cadute e le stesse conquiste. Un'intuizione che ha portato l'inclusione a non essere solo una concessione ma un'esperienza concreta, quotidiana e condivisa.
Il Centro è parte del San Raffaele Viterbo, struttura accreditata con il Servizio Sanitario Regionale e specializzata in riabilitazione fisica, psichica e sensoriale per il recupero funzionale e sociale di persone di ogni fascia d'età, con particolare attenzione all'età evolutiva e alle patologie dello spettro autistico con attività che si svolgono con il supporto tecnico dell'Associazione
Sportiva Dilettantistica AREDA. «In quarant'anni il Centro ha dimostrato quanto il cavallo possa essere un mediatore terapeutico straordinario, capace di coinvolgere la persona nella sua interezza», ha spiegato il Direttore sanitario della struttura Piergiorgio Guidorzi. «Ogni percorso nasce da una valutazione clinica e da un progetto riabilitativo personalizzato, ma trova nella relazione con il cavallo una possibilità unica di crescita. Il risultato non è soltanto motorio o funzionale, è anche umano, sociale, identitario».