Con il voto garantito dall’asse Ppe-Ecr-Patrioti, che a Bruxelles ha definitivamente sostituito la “maggioranza Ursula”, il Parlamento europeo ha dato il via libera con 389 voti a favore 206 contrari e 32 astenuti all'avvio dei negoziati interistituzionali sulla direttiva rimpatri.
"L'Europa va finalmente nella direzione giusta, su una linea che l'Italia ha sostenuto con forza", commenta soddisfatta Giorgia Meloni, sottolineando che "con i return hubs si amplia la possibilità di individuare una Nazione di rimpatrio per gli immigrati irregolari, includendo non solo i Paesi di origine ma anche i Paesi terzi". Per Meloni "è un passaggio importante per rendere i rimpatri più efficaci, rafforzare il controllo dei confini e dare all'Europa una politica migratoria finalmente più credibile".
Si tratta infatti di un ulteriore, fondamentale, passo verso il definitivo cambio di paradigma per la gestione dei migranti nell’Unione europea. Dopo gli anni di ideologia professati dalla sinistra europea socialista e progressista, che ha di fatto lasciato che in Europa entrasse chiunque, impedendo rimpatri sistematici e massivi di soggetti senza i requisiti di permanenza, ora l’Unione europea ha deciso di cambiare rotta. La gestione finora condotta non è più sostenibile per il welfare europeo e dei singoli Paesi, il numero di stranieri senza necessità di assistenza e asilo è enorme e serve un piano comune per i rimpatri.
Il testo, di cui l’esponente di Fratelli d’Italia Luca Ciriani è stato uno dei relatori, amplia le possibilità di individuare un “Paese di ritorno", includendo non solo il Paese di origine ma anche Paesi terzi. È il principio alla base del patto Italia-Albania, già preso come esempio da diversi Paesi europei, che hanno stabilito i propri hub di ritorno in altri Paesi all’estero dell’Unione europea. Rispetto alla normativa attuale inoltre, la proposta dà priorità al rimpatrio coercitivo rispetto alla partenza volontaria e prevede a livello unitario la possibilità di creare centri di rimpatrio “hub” in altri Paesi che accettano di firmare accordi di questo tipo. La posizione dell'Eurocamera era stata definita lo scorso 9 marzo dalla commissione per le Libertà civili del Parlamento europeo, Libe, con una maggioranza già così composta che, infatti, aveva destabilizzato la sinistra europea, abituata a vincere e imporre la propria agenda senza aver vinto le elezioni.
Nel testo viene sottolineato che i cittadini per i quali è previsto il rimpatrio “sono tenuti a cooperare” e che, in mancanza di tale cooperazione, “possono essere detenuti fino a 24 mesi”, per poi essere comunque rimpatriati se non sopraggiungono modifiche. La squadra negoziale del Parlamento europeo sarà guidata dal deputato olandese Malik Aznmani, del gruppo Renew. Un primo ciclo di negoziati con la presidenza di Cipro per trovare un accordo sulla forma finale della legislazione è previsto “a breve”. Con questo testo è prevista anche l’introduzione di norme più rigorose per le persone che rappresentano un rischio per la sicurezza e sostegno finanziario e operativo da parte dell’Ue e delle sue agenzie ai Paesi Ue.
“Stati membri e popoli europei, da oggi, possono riprendere il controllo delle proprie politiche migratorie. Grazie al lavoro e al voto della Lega e del gruppo dei Patrioti, è stato confermato un sistema di regole più stringenti per il rimpatrio dei migranti”, si legge in una nota della Lega. Cecilia Strada, eurodeputata Pd, forza la mano e accusa: “La destra italiana, quella che dice di difendere la famiglia e i bambini, oggi ha votato per mettere in galera fino a due anni le famiglie con i bambini e i minori non accompagnati. E per deportarli in un altro Paese, magari un Paese che non hanno mai visto”. Sara Kelany, responsabile pr l’immigrazione di Fratelli d’Italia, ha aggiunto: “La sinistra che continua a dire che i centri per i migranti in Albania sono contrari al diritto europeo faccia mea culpa e chieda scusa a tutti gli italiani. Dopo anni di destrutturazione delle politiche migratorie da parte del Pd e del M5S, che hanno portato al caos cui il governo attuale sta cercando di rimediare, l'Europa va nella direzione indicata per prima da Giorgia Meloni”.