La Lega mette il turbo e accelera per arginare l'islamizzazione. A Roma, alla Camera dei deputati, "le tre valchirie" (così si sono definite) Silvia Sardone, Susanna Ceccardi e Anna Cisint hanno presentato un pacchetto di norme utili a "salvare il Paese" dall'Islam. A tutelarlo dalla radicalizzazione. Il rischio c'è, ed è alto a dire delle tre eurodeputate sbarcate a Roma per l'evento organizzato nella Sala Salvadori del gruppo Lega. Sotto al dipinto della battaglia di Lepanto. Oggi la battaglia è un'altra: "il futuro dell'Italia", per citare le leghiste.
Il pacchetto è nutrito e va dalla stretta al velo per le quattordicenni a un piano per mettere un freno alle moschee abusive. Non solo, la Lega ha pensato anche all'istituzione di un albo nazionale degli enti religiosi e ad un registro per i ministri di culto. Per entrare a far parte di questo registro e predicare è necessaria la residenza in Italia da almeno cinque anni e una conoscenza certificata della lingua italiana. È anche necessario sottoscrivere una Carta dei valori che sancisca il rispetto delle leggi italiane e dei diritti umani. C'è di più, il pacchetto di norme già presentate a Matteo Salvini, al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e al sottosegretario Nicola Molteni, prevede la tracciabilità obbligatoria per ogni finanziamento proveniente dall'estero, che dovrà essere autorizzato dal ministero dell'Interno per garantire la massima trasparenza finanziaria. I fatti di cronaca recenti, con finanziamenti opachi e giri di centinaia di migliaia di euro tra moschee e attivisti, lo rendono quasi obbligatorio. Una stretta anche per chi affitta garage o sottoscala che poi vengono trasformati in moschee. Per chi se ne infischia della legge è prevista la confisca definitiva della struttura. "Oggi l'Italia ha un problema gigantesco: bisogna affrontarlo, bisogna affrontarlo con delle norme e poi bisogna essere conseguenti" ha detto Anna Maria Cisint. La preoccupazione principale della Lega è anche la partecipazione (così numerosa) di musulmani alle elezioni comunali. Non per questione di voti, ma per la loro fede. Per l'utilizzo che si fa in nome di Allah anche nei manifesti elettorali. "La prima questione è quella di evitare l'applicazione della Sharia e l'inserimento dell'islam politico in tutte le istituzioni" ha aggiunto la Cisint, visibilmente preoccupata.
Un altro capitolo del pacchetto normativo è incentrato sulla protezione delle minori. La lega propone il divieto assoluto di indossare qualsiasi tipo di velo islamico nelle scuole per le studentesse sotto i 14 anni. Una misura severa, ma utile a prevenire la segregazione precoce e a favorire una reale integrazione sociale. Proposto anche il divieto di occultamento del volto nei luoghi pubblici e il perseguimento per chi obbliga le donne a coprirsi integralmente contro la propria volontà. Prevista inoltre una stretta sui minori stranieri non accompagnati, con controlli più severi sull'età ed espulsioni rapide per chi dichiara il falso "Riteniamo che in quest'ultimo anno di governo sia necessario dare una spinta, un'accelerazione su questo tema che è il vero problema dei prossimi anni, dobbiamo intervenire subito" ha detto Silvia Sardone. Un'emergenza che ogni giorno raccontiamo proprio sulle colonne di questo giornale.