Enrico Costa è capogruppo dei deputati di Forza Italia da un mese appena e già prende di petto uno dei temi più difficili, soprattutto per un partito di centro come il suo: quello dell'eutanasia, ora ribattezzata fine vita. Le sue dichiarazioni dicono chiaro che stavolta gli azzurri vogliono portare tutto il centrodestra ad approvare una norma che affronti il problema, con l'appoggio di almeno una parte della minoranza, venendo incontro ai tanti richiami della Consulta.
Onorevole Costa, Fi spinge per arrivare a una legge sul fine vita dopo 3 legislature in cui finisce nel cassetto. È il primo segnale del nuovo corso liberal sui diritti civili auspicato anche dalla famiglia Berlusconi?
«Noi rivendichiamo il merito di aver rimesso il tema del fine vita al centro dell'agenda politica. Il parlamento deve assumersi la responsabilità di intervenire. Non decidere per noi non è un'opzione».
Si tratta di una norma molto divisiva: come pensate di mettere d'accordo i cattolici tradizionalisti del centrodestra con la sinistra di Bonelli?
«Riteniamo che sul fine vita ci sia un vuoto legislativo nazionale che non può essere colmato da una molteplicità di leggi regionali diverse. Non è accettabile un caos normativo che produce confusione e delega le decisioni alla magistratura. Le proposte sul fine vita Fi le ha presentate fin dall'inizio della legislatura. Abbiamo lavorato con il nostro senatore Pierantonio Zanettin a un testo unificato, che è stato adottato in Commissione. La strada maestra è il voto degli emendamenti su quella proposta e poi l'esame in aula. È un tema delicato che va affrontato in modo equilibrato».
Quali sono i veri scogli sul fine vita, cioè a che cosa dovrà rinunciare uno schieramento e a che cosa l'altro?
«Abbiamo un perimetro ben definito dalle sentenze della Corte Costituzionale, che ha disegnato i confini su cui definire l'intervento normativo: una persona affetta da una patologia irreversibile e fonte di sofferenze fisiche o psicologiche, che trova assolutamente intollerabili, la quale sia tenuta in vita a mezzo di trattamenti di sostegno vitale, ma resti capace di prendere decisioni libere e consapevoli. Sicuramente un tema sul tavolo è quello del Servizio Sanitario Nazionale».
Ci sono i tempi per un'approvazione in questa legislatura?
«I tempi ci sono, e noi di Fi ci siamo impegnati perché il Senato, dopo un lungo stallo, torni a discutere».
Che cosa risponde a chi sospetta che questa sia una prova di accordo futuro con il Pd?
«Ma quando mai! Chi fa queste insinuazioni prova a svilire la nostra posizione liberale su un tema così delicato, sul quale peraltro ci sarà libertà di coscienza».