Il «pasticcio» derby Roma-Lazio finirà davanti al Tar. E probabilmente con poche chance di ammissione del ricorso della Lega Serie A. Se la pioggia ha fatto procedere a singhiozzo il programma degli Internazionali di tennis, a pochi metri dal Foro Italico la Confindustria del pallone ha lavorato - inutilmente - alla soluzione del corto circuito creatosi con l'overbooking di eventi tra l'Olimpico e il Centrale del Foro.
Da martedì sera il presidente Simonelli aveva portato avanti contatti con la Prefettura per programmare i due eventi nella stessa giornata di domenica: l'ipotesi era quella di una stracittadina anticipata alle 12 rispetto alla decisione iniziale delle 12.30 (bocciata dal prefetto della Capitale Giannini che aveva notificato alla Lega di A la scelta del lunedì alle 20.45) e la finale degli Internazionali posticipata dalle 17 alle 17.30, ma in questo caso erano l'Atp e Sky (broadcaster del torneo) a dover cambiare l'orario già stabilito due anni fa. In serata è arrivato il no secco dell'autorità di pubblica sicurezza: la proposta è stata ritenuta non percorribile e quindi è stato confermato lo spostamento al lunedì del derby deciso dal prefetto e di conseguenza delle gare di Napoli, Juventus, Milan e Como, ovvero le squadre che con la Roma competono per la Champions. Ecco che la Lega Serie A, come già annunciato, ha fatto partire il ricorso al Tar. «La sconfitta del dialogo», l'ha definito il ministro dello Sport e i Giovani Abodi. La battaglia legale potrebbe finire già in 24 ore con un altro no per Simonelli.
Intanto la corsa alla presidenza Figc ha da ieri i suoi candidati. Nessuna sorpresa, la lotta sarà tra l'ex n.1 del Coni Giovanni Malagò - già vicino al 57 per cento dei consensi, per ora solo la C non ha sciolto la riserva - e quello attuale della Lega dilettanti Giancarlo Abete. «La presunta ineleggibilità di Malagò? Non ho approfondito perché non è un argomento di mia competenza. Il mio confronto è sul versante della politica sportiva», così Abete. Presentate candidature e programmi, ora la Federazione ha tempo fino al 22 maggio per pubblicarne l'accettazione formale in vista dell'assemblea elettiva di un mese dopo. Sul possibile commissariamento dell'Aia dopo la decadenza dell'ex presidente Zappi, Gravina ha richiesto un parere al Collegio di Garanzia dello Sport. Risposta entro 10 giorni e decisione finale nel consiglio del 26.