Biennale di Venezia, l’Ue taglia 2 milioni dopo la riapertura del padiglione russo: “Non rispetta i valori democratici”

Scritto il 11/07/2026
da Francesca Galici

L’annuncio è arrivato da Henna Virkkunen con un post social a fronte della decisione di riaprire il padiglione russo per gli addetti ai lavori

La Commissione europea ha raccomandato ufficialmente la revoca del finanziamento comunitario da 2 milioni di euro destinato alla Biennale di Venezia. La decisione arriva come diretta conseguenza del caso legato alla riapertura del padiglione russo. A dare l'annuncio via social è stata Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione, confermando che l'esecutivo dell'Unione Europea ha già inoltrato le sue raccomandazioni all'Agenzia esecutiva europea per l'istruzione e la cultura (Eacea), l'ente tecnico che gestisce i fondi.

“Ciò fa seguito a un'attenta valutazione delle risposte fornite dalla Biennale per giustificare la riapertura del padiglione russo”, ha spiegato Virkkunen, evidenziando che “la cultura in Europa, finanziata con i soldi dei contribuenti, dovrebbe promuovere e salvaguardare i valori democratici”, i quali “non sono rispettati nella Russia di oggi”. La Mostra sarà visibile fino al prossimo novembre. La riapertura dello spazio espositivo è stata fortemente voluta dal presidente della Fondazione Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, che ha difeso la scelta in nome della libertà culturale e dell'arte come “ponte di pace”. Il Padiglione è rimasto accessibile solo per pochissimi giorni agli addetti ai lavori prima di essere chiuso al pubblico generale ma è finito subito nel mirino della critica e della politica.

Contro la riapertura si era espresso anche il governo, con in testa il ministro Alessandro Giuli, che aveva inviato gli ispettori a Venezia. L’iter per la revoca dei fondi è stato avviato lo scorso 10 aprile e il 23 aprile la revoca era stata comunicata ufficialmente, fornendo all’organizzazione un mese di tempo per le ragioni che, visto l’esito, non sono state accolte alla Commissione Ue. “La Biennale di Venezia è storia, cultura, arte, innovazione e libertà. Se qualche burocrate di Bruxelles non riesce a capirlo, ce ne faremo una ragione. Chiederemo che sia il Governo italiano a integrare integralmente le risorse eventualmente negate dall’Unione europea. La cultura italiana non si piega ai diktat di Bruxelles”, si legge in una nota della Lega. Apprendiamo su X da autorità politiche, e non dalle autorità tecniche preposte, di decisioni assunte in merito al contributo alla Biennale di Venezia dell'European Education and Culture Executive Agency (EACEA)", si legge in una nota della Biennale nella quale si specifica "di aver risposto nei termini stabiliti a tutti i punti della terza lettera ricevuta dall'EACEA sul tema, e di attendere da essa una nota tecnica formale per valutare ogni eventuale passo successivo e far valere le proprie ragioni in tutte le sedi competenti. In ogni caso proseguono i programmi interessati, che sono solo in maniera marginale co-finanziati dal contributo sopracitato”.