Per la prima volta dall'acquisizione di ProsiebenSat1, conclusa nel 2025, Mfe-Mediaset consolida il gruppo tedesco già nella prima trimestrale dell'anno, approvata ieri dal Cda guidato da Pier Silvio Berlusconi (in foto). Come previsto, l'impatto della Germania sui conti del Biscione è stato negativo; ma a sorpresa, gli effetti sono risultati migliori delle previsioni degli analisti, grazie soprattutto al lavoro di taglio dei costi operativi consolidati.
Questa la sintesi, che nei numeri si riflette in un risultato netto negativo per 26 milioni, migliore rispetto al proforma 2025 di -41 milioni. I ricavi gennaio-marzo hanno chiuso a quota 1.463 milioni rispetto ai 1.532, proforma 2025, ma meglio dei 1.462 indicati dagli analisti. Il totale dei costi consolidati si riduce, oltre le attese, di 133 milioni (-8,4% pari a 1,45 miliardi contro 1,48 stimati dal consensus), con il risultato operativo prima degli oneri finanziari (Ebit) che risulta così pari a 13,6 milioni, contro una stima di mercato che prevedeva una perdita di 14 milioni e «con un miglioramento significativo rispetto al dato pro forma negativo di 50 milioni del corrispondente periodo dell'anno precedente», si legge nella nota del gruppo. Anche la posizione finanziaria netta ai fini covenant migliora, passando dai -959 milioni al 31 dicembre scorso ai -808 milioni di fine marzo. «Nonostante lo scenario geopolitico ed economico le performance del gruppo sono attese in deciso miglioramento nei prossimi trimestri, soprattutto nel quarto, sia in termini economici sia di generazione di cassa», si legge nella nota. Ma il 2026 «resta un anno di transizione, con l'obiettivo di rafforzare il posizionamento nel mercato pubblicitario europeo e favorire ulteriori forme di cooperazione all'interno del nuovo perimetro» di Mfe. Per quanto riguarda la sola raccolta pubblicitaria in Italia, nel primo trimestre mostra un andamento leggermente in crescita (+0,1%). Mentre Spagna e Germania migliorano ma restano in calo, rispettivamente del 3,4 e del 9,8%.

