Le scorte globali di petrolio si stanno esaurendo a un ritmo record, avverte l'Agenzia internazionale dell'energia. Se anche si arrivasse alla fine del conflitto, il mercato sarà in deficit per tutto l'anno, è la previsione. Non a caso gli occhi del mondo restano puntati sullo Stretto di Hormuz. Se gli Stati Uniti muoveranno di nuovo guerra all'Iran oppure si arriverà a un accordo sul programma nucleare di Teheran, a oggi più lontano all'orizzonte, lo si capirà nei prossimi giorni, probabilmente alla fine della visita di Donald Trump venerdì in Cina. Nel frattempo, il messaggio di Washington resta chiaro. Per mostrare deterrenza e presenza operativa, gli Stati Uniti annunciano che un caccia stealth F-35A dell'Aeronautica militare sta sorvolando le acque regionali ed è in grado di trasportare oltre 8 chili di armamenti, pur continuando a volare a velocità supersoniche, ricorda il Comando Centrale statunitense, per sottolineare come tutto sia pronto per la ripresa del conflitto.
Trump intende fermare il nucleare iraniano, con le buone e con le cattive. Se la prende con le "fake news", accusa di tradimento chi le diffonde e ribadisce che gli iraniani sono stati azzerati militarmente e il Paese è in rovina economica. Il riferimento è ai report di intelligence Usa, circolati a porte chiuse, che secondo valutazioni classificate di inizio mese mostrano come Teheran abbia conservato il 70% del suo arsenale missilistico, avrebbe riguadagnato l'accesso a 30 dei 33 siti lungo lo Stretto e rappresenterebbe ancora una minaccia.
Nonostante Teheran continui a vantare il "pieno controllo" di Hormuz e preveda che "le entrate economiche potrebbero raddoppiare", il ministro degli esteri Araghchi ha denunciato ieri l'attacco "illegale" del Kuwait a una barca iraniana e chiesto il rilascio di suoi 4 cittadini detenuti nel Golfo, "vicino a un'isola utilizzata dagli Stati Uniti per attaccare l'Iran". Gli americani, dal canto loro, continuano a respingere mercantili. Sono 67 le navi dirottate da quando - un mese fa - Washington ha imposto il controblocco in entrata e uscita dai porti iraniani, riferisce Centcom. Quattro sono state bloccate e due costrette a invertire rotta. Solamente a 15, che trasportavano aiuti umanitari, è stato concesso di passare. Ma ce n'è una, la Vlcc cinese con 2 milioni di barili di greggio iracheno, che sta tentando di attraversare Hormuz, proprio mentre Trump vede oggi Xi.
La tensione resta alta nella regione, un drone ha colpito la base Naqoura in Libano, dove si trova il contingente italiano, senza fare feriti. La situazione potrebbe restare congelata fino a venerdì, quando Trump lascerà la Cina. Intanto Teheran minaccia: "Trasformeremo il Golfo nel più grande cimitero acquatico per le forze Usa", avvertono i pasdaran. "Non permetteremo che un granello di polvere venga portato fuori dal Paese".
In realtà, la guerra sta avvicinando i Paesi della regione agli Usa e a Israele. Emirati arabi uniti e Arabia saudita, secondo le ultime rivelazioni, hanno partecipato alle azioni militari contro l'Iran e Riad anche contro le milizie sciite in Iraq. Ieri il premier israeliano Netanyahu ha ammesso di aver visitato gli Eau durante il conflitto, visita che ha portato "a una svolta storica" fra i due Paesi.

