Garlasco, 14 mesi di polarizzazioni: è il caso Montesi dell'era digitale

Scritto il 14/05/2026
da Domenico Giordano

L’attenzione mediatica e popolare su Garlasco ricorda per molti aspetti quanto successe a metà degli anni ’50 del secolo scorso con quello che fu definito dai giornalisti il “caso Montesi”

L’attenzione mediatica e popolare su Garlasco, fatte le debite proporzioni, in primis rispetto ai mezzi di comunicazione utilizzati per seguire le due vicende, ricorda per molti aspetti quanto successe a metà degli anni ’50 del secolo scorso con quello che fu definito dai giornalisti il “caso Montesi”. La morte di Wilma Montesi, il cui corpo fu ritrovato sulla spiaggia di Torvaianica, riuscì a catalizzare l’interesse degli italiani, che seguivano gli sviluppi del caso leggendo morbosamente ogni articolo, aggiornamento e scoop che quotidiani e riviste pubblicavano. Allo stesso modo, ma ovviamente passando dai giornali cartacei ai post social o agli articoli digitali, gli italiani si sono catapultati sul caso Garlasco da quando a marzo dell’anno scorso il Procuratore capo della Repubblica di Pavi ha riaperto l’indagine per l’omicidio di Chiara Poggi, assassinata in casa nell’agosto del 2007. Da quando i media hanno rilanciato la notizia della riapertura e fino agli ultimi sviluppi che hanno riscritto questa tragica vicenda puntando il dito non più contro Alberto Stasi, condannato in Cassazione a 16 anni di reclusione, ma nei confronti di Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara, nelle conversazioni digitali il termine Garlasco ha generato Garlasco è stato menzionato 1,4 milioni di volte, un volume di citazioni a sua volta si è tramutata in una polarizzazione di 23,3 milioni di interazioni. Un oceano di commenti, di reaction che poi incidono sulla composizione dell’opinione pubblica e su quella partizione dicotomica tra innocentisti e colpevolisti che segna tutti i grandi processi mediatici. Per comprendere la profondità di questa polarizzazione si tenga, conto che sul termine Garlasco in questi 14 mesi hanno scritto un post, un articolo o solo un commento ben 29 mila autori, ovvero utenti con account pubblici che si sono ingaggiati sull’argomento. Questo mare magnum di dati è fatto ovviamente anche di parole e di frasi e tra quelle più utilizzate in accompagnamento alla parola chiave troviamo ovviamente il riferimento sia all’aggettivo “nuova”, anche nella declinazione al plurale, che ai sostantivi inchiesta, “indagine”, “prove”, “analisi”. Inoltre, non possono mancare i riferimenti al “processo” e quelli sul ruolo di Andrea Sempio come migliore “amico” del fratello di Chiara, Marco Poggi. È interessante sottolineare anche un altro aspetto che emerge in modo evidente dal monitoraggio delle conversazioni degli italiani e che riguarda il genere degli utenti coinvolti. In questi anni il tema della violenza di genere, in particolare in coincidenza di eventi delittuosi, ha generato una crescente attenzione e una coscienza diffusa, tant’e anche online si è consolidato un pubblico di genere femminile che si polarizza ed è pronto a ingaggiarsi per far sentire la propria voce, vicinanza e solidarietà. A commentare e a relazionarsi in modo esplicito con la parola Garlasco per il 61,4% sono le donne, mentre la componente maschile si è fermata al 38,6%. Questo voyeurismo digitale si è ulteriormente rafforzato dallo scorso 28 aprile, in concomitanza degli ultimi sviluppi dell’indagine, portando la parola chiave Sempio a incassare fino a oggi 168 mila menzioni e oltre 4,9 milioni di interazioni. Le due keyword del monitoraggio, Garlasco e Sempio, la prima con un ascolto di 14 mesi, la seconda ovviamente solo di 20 giorni, ha ottenuto complessivamente 28,1 milioni di interazioni.