Istruzione, sanità e giustizia saranno le priorità del governo britannico per l'anno a venire. Il discorso lo fa il Re, come da protocollo, ma il testo lo detta Starmer, ansioso di riconquistare la traballante fiducia di opinione pubblica e colleghi di governo. Con quattro membri appena dimessi e altri in forse, è un programma ambizioso quello appena preannunciato dal primo ministro inglese e vedremo quali e quante di queste iniziative verranno poi portate a termine.
La volontà è quella di abolire, per legge, Nhs England, uno dei famosi «quangos», organismi finanziati dal governo, ma quasi indipendenti, in modo da controllare più direttamente la parte amministrativa del servizio sanitario pubblico, rivedere il provvedimento relativo all'insegnamento nel campo dei bisogni educativi speciali, limitare i processi con i giurati, introdurre la carta d'identità digitale e mettere fine al sistema di proprietà con contratto di locazione attualmente vigente in Inghilterra e Galles. Tra le altre
misure preannunciate anche alcune che dovrebbero rendere più difficile per i migranti ottenere il diritto di residenza nel Regno Unito, un provvedimento che sta al cuore della serie di cambiamenti previsti dal ministro degli Interni Shabana Mahmood.
In tutto, poco più di 11 minuti di discorso con poche novità e con le quali Starmer spera di riuscire a restare a galla fino alla fine del mandato. «Per due decadi il nostro Paese è passato da una crisi all'altra - ha scritto il premier nell'introduzione al discorso del Re - la crisi finanziaria del 2008, l'austerià voluta dai Tory, Brexit, Covid e la guerra in Ucraina. La risposta a tutte queste crisi era sempre un tentativo disperato di tornare allo status quo, sebbene proprio questo ritorno abbia sempre avuto un enorme costo per i lavoratori. Questa volta dev'essere diverso. E questo discorso dimostra che lo sarà, con un programma per rendere il Paese più forte e più equo». L'introduzione si è chiusa poi con quello che è sembrato un messaggio ai membri del suo partito. «In un momento come questo - si legge - dobbiamo affrontare delle scelte. Possiamo scadere in una politica fatta di divisioni e rimbrotti. O possiamo scegliere di vedere l'opportunità di portare a termine il cambiamento che abbiamo promesso al popolo britannico». Tra le misure da adottare anche una legislazione per adottare alcuni regolamenti
europei, compresa nel piano Starmer di riavvicinamento all'Europa.
Nella seduta fiume del Parlamento tenutasi dopo il discorso del Re l'opposizione è partita all'attacco. La leader conservatrice Kemi Badenoch ha affermato che il premier non ha più autorità e che non sarà in grado di mantenere le promesse fatte, mentre il capo dei LiberalDemocratici Ed Davey ha definito la sessione parlamentare «surreale». «Tutti qui dentro sanno che il primo ministro presto potrebbe non essere più al potere» ha affermato Davey. Seduto a otto posti di distanza da Starmer, l'attuale ministro per la Sanità Wes Streeting, colui che, a detta di alcuni suoi colleghi di partito, entro oggi potrebbe rassegnare le dimissioni e sfidare il premier avviando la corsa alla leadership del partito. Non è ancora chiaro se quest'ultimo abbia il sostegno necessario per fare una simile mossa, quello che si sa è che ieri mattina i due hanno avuto un incontro che è durato soltanto pochi minuti seguito da uno stringato commento di Starmer - «piena fiducia nel ministro» - e da un inquietante silenzio di Streeting.

